CEFALEA A GRAPPOLO

CEFALEA A GRAPPOLO

La cefalea a grappolo è la più frequente tra le cefalee autonomiche trigeminali ma è rara nella popolazione.

La caratteristica principale è la periodicità, ovvero l’alternarsi di periodi attivi definiti "grappoli" - durante i quali compaiono gli attacchi di mal di testa - e di periodi di benessere.

Essa predomina nel sesso maschile, in particolare nella fascia di età compresa tra i 25 e i 30 anni, e porta un dolore talmente intenso da essere definita “cefalea da suicidio”.

Il dolore alla testa è sempre unilaterale e si localizza più frequentemente a livello oculare-retrooculare.

I sintomi vegetativi associati si manifestano dallo stesso lato del dolore e comprendono abbassamento palpebrale (ptosi), restringimento della pupilla (miosi), arrossamento oculare o facciale, lacrimazione, ostruzione e/o secrezione nasale, sudorazione del volto e sensazione di riempimento auricolare.

Chi ne soffre presenta durante l'attacco uno stato di agitazione e irrequietezza e la durata del dolore è compresa tra i 15 e i 180 minuti, con una frequenza compresa tra 1 attacco ogni 2 giorni e 8 attacchi al giorno.

Spesso le crisi insorgono ad orari fissi, più comunemente nelle prime ore del pomeriggio e nelle ore notturne e possono essere scatenate dall’assunzione di bevande alcoliche, correnti d’aria fredda o calda, sonno e stress psicofisico.

Durante la fase attiva del grappolo, è molto importante astenersi dall’assunzione di bevande alcoliche ed è necessario consultare uno specialista del Centro cefalea più vicino per impostare la terapia d'attacco e di profilassi più adatta a ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi così come la durata del grappolo.

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